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Saggio su Sartre e il peso della libertà assoluta - 2145 parole

Leggi un saggio gratuito sulla libertà assoluta di Sartre e l'esistenzialismo. Disponibile in lunghezze da 100 a 2.000 parole, ideale per studenti di etica e tesine di ricerca.

2145 parole · 11 min

I fondamenti ontologici della libertà assoluta

Il progetto filosofico di Jean-Paul Sartre rappresenta forse il tentativo più rigoroso del ventesimo secolo di confrontarsi con le implicazioni di un universo privo di un disegno prestabilito. Al cuore del suo capolavoro, Being and Nothingness (1943), risiede l'affermazione radicale che la coscienza umana è fondamentalmente diversa dal mondo degli oggetti. Sartre distingue tra l'en-soi (essere-in-sé), ovvero l'esistenza densa e auto-identica degli oggetti inanimati, e il pour-soi (essere-per-sé), che caratterizza la coscienza umana. A differenza di un tagliacarte o di una pietra, che possiedono un'essenza fissa determinata dalla loro funzione o dalle loro proprietà fisiche, l'essere umano non possiede alcuna natura intrinseca. Ciò conduce al principio esistenzialista fondamentale: l'esistenza precede l'essenza.

In questo quadro ontologico, il pour-soi è definito dal suo "nulla". La coscienza non è una cosa, ma un'attività traslucida che è sempre coscienza "di" qualcos'altro, pur rimanendo separata da esso. Poiché la coscienza è mancanza di un essere fisso, essa si trova perennemente in uno stato di divenire. È questo vuoto interno che rende necessaria la libertà. Se non esiste un'essenza prestabilita a dettare il comportamento umano, allora l'individuo è l'unico autore dei propri valori, delle proprie azioni e della propria identità. Non si tratta di una libertà parziale o condizionata; per Sartre, essa è assoluta. Essere umani significa essere la libertà stessa. Tuttavia, questa consapevolezza raramente è accolta con gioia. Al contrario, essa introduce il paradosso centrale della sua filosofia etica: ciò che definisce la nostra dignità è anche la nostra più grande fonte di sofferenza.